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QUALE ANCONA?
La vicenda giudiziaria che ha investito il Sindaco a cui va tutta la nostra solidarietà umana ,sta assumendo nel dibattito politico cittadino contorni surreali tra garantisti e colpevolisti e tra chi inneggia alla magistratura e chi afferma di non volere consegnare la politica alla magistratura.

Dal nostro punto di vista vanno riordinate alcune questioni affinché ci si riappropri della politica ed a questa si ridia dignità. Sicuramente in questi mesi il Sindaco non ha goduto della serenità necessaria a governare i complessi processi che la macchina amministrativa produce quotidianamente.Per il bene della città, delle sue rappresentanze amministrative, per la sua immagine esterna e per l’attaccamento dei cittadini speravamo (al di là delle collocazioni consigliari e delle posizioni politiche che non abbiamo condiviso e che non condividiamo), che il primo cittadino uscisse immacolato dalla sua vicenda giudiziaria.

Così non è accaduto, perchè la conferma dei reati da parte della magistratura è acclarata e la richiesta di non luogo a procedere viene sostenuta solo dalla prescrizione dei reati ascritti.......




.....A questo punto il dibattito politico impazzisce e nessuno chiede, giustamente, le dimissioni del Sindaco perché egli non è stato rinviato a giudizio né tantomeno giudicato colpevole da un processo con sentenza definitiva; nessuna forza politica si sente di assolverlo completamente stante il dispositivo della magistratura, solo pochissimi in una logica da ultimo guerriero giapponese gli suggerisce di andare avanti lo stesso perché tanto non è successo niente e la magistratura non decide la politica.

Tutto ciò accade mentre scoppia una delle più gravi crisi economiche mondiali e una intera impostazione politica viene messa in discussione.

Una politica interpretata da tante amministrazioni locali Italiane in modo verticistico, con un ente locale non arbitro del mercato e garante del bene comune ma attore economico con amministratori manager figli della ubriacatura neoliberista.

Questa forzatura politica economica e democratica ha portato a vicinanze politica –affari che in più di un caso hanno prodotto reati.

Queste pratiche hanno prodotto troppi pubblici amministratori che, nell’esercizio delle loro funzioni, perpetrano reati dei quali non hanno addirittura consapevolezza e in più di un caso non percepiscono l’infrazione etica.
C’è bisogno di riformare la politica, ridargli senso e dignità riavvicinare alla partecipazione i cittadini,riaffermare con forza la pubblicità e l’intangibilità dei beni comuni.

Ma queste sono solo opzioni politiche; poca cosa rispetto alla condivisione delle regole e dell’etica dell’amministrare, poca cosa rispetto all’onorabilità del Palazzo del Popolo.

Quindi la questione oggi non è tra chi chiederebbe le dimissioni di Sturani per opportunismo politico di schieramento, né tra chi non le chiede in nome di un pur nobile garantismo, né tra chi gli chiede di rimanere in sella per garantirsi una continuità politica altrimenti non certa.

Il punto è quello delle modalità con le quali, in responsabile solitudine, l’amministratore pubblico invera l’onorabilità del ruolo.

E’ possibile rimanere in carica in assenza di serenità e fiducia?

E come si può rimanere sereni immersi in tale tempesta politico-giudiziaria?

Quale messaggio politico ed etico si vuole lanciare ad una cittadinanza frastornata e ad una opinione pubblica che giudica i politici “tutti uguali”?

Noi non abbiamo condiviso molte scelte di questo Sindaco e della sua amministrazione ma oggi gli chiediamo un gesto di gratitudine verso i cittadini ed un gesto di generosità per il decoro della cosa pubblica.

Signor Sindaco, nessuna sentenza La condanna, ma la vita a volte riserva pagine amare, non possiamo prendercela, se non siamo responsabili, che con la vaghezza dell’esistere.

Faccia un regalo alla città ed alla sua vita democratica, si dimetta e continui le Sue battaglie politiche e giudiziarie.

Siamo consci di non prospettarLe una felice condizione ma non sempre la felicità è gaiezza , a volte può assumere le forme della dignitosa consapevolezza di aver fatto la cosa più costosa personalmente ma più utile per la città ed il proseguo della sua vita democratica.


Associazione La Sinistra Ancona

 
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