Un progetto locale per la città Comunicato stampa n.3 18.02.07
La vicenda dei tagli alla cultura da parte dell'amministrazione comunale evidenzia un modo prettamente aziendalista di affrontare i problemi di bilancio. Si penalizza un settore rilevante della vita di una comunità locale sposando in pieno una logica manageriale che, purtroppo, in questi anni ha sempre più caratterizzato le politiche degli enti locali. Una logica che tratta il Comune come fosse una impresa, svilendo, viceversa, lo sviluppo democratico e solidale della città. La Città in Comune, invece, pensa che sia possibile uscire dalle secche di una visione "ragionieristica" del bilancio comunale proponendo un percorso di democrazia dal basso (bilancio partecipato) che coinvolga i cittadini nelle scelte da fare e individuando proposte virtuose, improntate ad un "progetto locale" che, non a caso, manca a chi governa da anni la nostra città. Si tratta di affermare una politica che scelga il risparmio energetico e che veda nelle idee provenienti dal mondo ambientalista e, più in generale, dai nuovi movimenti, non un punto di vista bizzarro, eccentrico e, come si usa dire in questi casi "ideologico", ma una risposta concreta alla insostenibilità di un modello economico, sociale e culturale sempre più devastante per l'ecosistema.
Esempi positivi, in tal senso, ci vengono da amministrazioni che con coraggio hanno scelto questa strada. Tra i diversi casi, possiamo segnalare quello del Comune di Padova che ha deciso di cambiare gli impianti dei semafori cittadini con un risparmio di un milione e mezzo di euro. Nell'ambito marchigiano proprio qualche giorno fa la Provincia di Ascoli Piceno ha annunciato l'attuazione del progetto R.E.D. (Risparmio Energetico Domestico) che prevede la distribuzione a tutti i residenti di un set di lampade ad efficienza energetica e riduttori di flusso idrico per rubinetti. L'acquisto verrà curato da una ditta privata che si occuperà anche della distribuzione del materiale. Il progetto porterà a risparmiare ben quattro milioni di euro. Come si vede sono scelte molto diverse da quelle proposte dal Sindaco Sturani. Sembra che alcuni consiglieri comunali anconetani abbiano l'intenzione di proporre l'adozione di misure concrete a favore del risparmio energetico. Potrebbe essere l'occasione per avviare anche nel capoluogo marchigiano una politica alternativa a quella incentrata sulla crescita e sul totem del mercato che caratterizza questa giunta, perfettamente in linea con quelle che l'hanno preceduta in questi anni.
In questo senso la Città in Comune propone di istituire un "Ufficio per il risparmio energetico" che, in costante rapporto con l'associazionismo ambientalista e sociale e con le intellettualità del settore (docenti, ingegneri, ecc) costruisca una politica comunale sobria, virtuosa ed ecologica.
Comunicato stampa n.2 8.02.07
Riccardo Petrella ad Ancona
Mercoledì 14 ad Ancona alle 17,30 presso la Sala Audiovisi della Mediateca, Riccardo Petrella leader del movimento altermondialista, interverrà sul Forum Sociale Mondiale di Nairobi. L’assemblea è indetta da “La città in Comune”.
Il settimo Forum Sociale mondiale che si è tenuto a Nairobi pochi giorni fa, ha avuto un’attenzione particolare da parte anche dei mass media. Infatti era la prima volta che l’Africa ospitava un evento di questa portata che metteva insieme i soggetti che in questi anni, in tutto il mondo, hanno costruito un movimento generale di resistenza e di proposte contro la globalizzazione neoliberista. Quindi la prima volta che il Forum si svolgeva in una delle zone più povere del mondo e in una di quelle città dove in pochi metri quadrati vivono, come sardine, decine di migliaia di essere umani. E proprio la bidonville di Korogocho è stata uno dei luoghi dove si è svolto il Global Social Forum, che ha visto anche la partecipazione di numerosi marchigiani, con una folta delegazione di amministratori locali, alcuni dei quali alla ricerca di un’immagine che facesse dimenticare politiche locali molto distanti dalle pratiche e dagli obiettivi del movimento altermondialista. Mercoledì 14 uno dei protagonisti del Forum di Nairobi, e una delle figure di maggiore spicco del movimento, il Prof. Riccardo Petrella, sarà ad Ancona alle 17,30 alla Sala Audiovisi della Mediateca, per intervenire all’assemblea pubblica organizzata da “La città in Comune”, proprio sul social forum e il dibattito, le proposte, che ne sono scaturite. Petrella è un economista di fama internazionale, docente presso l’Università cattolica di Lovanio (Belgio), è insegnante anche alla “Libera Università di Bruxelles”. E’fondatore e segretario del Comitato Mondiale dell’Acqua, autore del “Manifesto dell’Acqua”, tra i promotori di quella campagna sui beni comuni, che proprio in questi giorni vede centinaia di banchetti in tutta Italia per la raccolta delle firme a favore dell’iniziativa: “Acqua bene comune”, per una legge di iniziativa popolare che garantisca che questo bene essenziale non venga privatizzato. Insomma un’occasione importante per dibattere sui temi di maggiore attualità e riflettere sullo stato del movimento altermondialista.
Economista politico (studi all'Università di Firenze), fondatore e segretario del Comitato Mondiale dell'Acqua, autore del Manifesto dell'Acqua, è consigliere della Commissione Europea a Bruxelles e professore di mondializzazione presso l'Università Cattolica di Lovanio (Belgio); insegna anche alla "Libera Università di Bruxelles" (sessione olandese).
Presidente del Gruppo di Lisbona è collaboratore di "Le Monde Diplomatique" ed è stato per cinque anni presidente dell'Associatión des Amis de Le Monde Diplomatique.
Militante, è un "operaio della parola" presente ovunque è possibile proporre soluzioni alternative alla mondializzazione dell'economia capitalistica di mercato.
È stato nominato Presidente dell'acquedotto pugliese.
STOP WAR Comunicato stampa n.1 25.01.07
La Città in Comune dà la propria adesione alla manifestazione nazionale di Vicenza contro l’allargamento della base Usa.
Siamo completamente solidali con tutti quei vicentini che in queste settimane sono scesi in piazza rivendicando il loro sacrosanto diritto a poter decidere su un progetto che li riguarda in prima persona. Ancora una volta la politica ufficiale ignora le istanze, il punto di vista dei cittadini, questa volta in nome di presunti accordi internazionali. In realtà il Presidente del Consiglio e una parte del governo di centrosinistra continua a non tenere presente il mandato ricevuto dai propri elettori, nel quale la questione della pace è tema centrale, così come l'attenzione e il rispetto delle esigenze delle comunità locali.
A Vicenza come in Val di Susa e prima ancora a Scanzano, si scontrano due punti di vista: da una parte quello di chi vuole decidere del proprio futuro non in nome di un presunto particolarismo, ma mettendo al primo posto il diritto di ognuno di poter vivere in territori non devastati dalla una logica economicista così come dalla militarizzazione diffusa, e dall'altra chi è sempre più chiuso nel Palazzo, sordo ai bisogni reali delle persone, ai loro problemi e sensibile solo alle logiche del profitto e dei potentati.
La Città in Comune invita le forze del pacifismo locale e regionale ad organizzare la più ampia partecipazione alla manifestazione del 17 per essere a fianco di chi conduce una battaglia che è di tutti noi.
Comunicato stampa n.15 14.12.06
Primarie provinciali: barra a dritta
“La Città in Comune” invita i partiti dell’Unione a scegliere un metodo partecipato per individuare il candidato del centrosinistra alle elezioni della prossima primavera. E’ necessario non lasciare cadere nel vuoto l’appello firmato da una trentina di esponenti del mondo politico e della società civile.
La Città in Comune sembra volere occupare, almeno in questi giorni, la scena politica locale.-
Oggi alle 17,30 terrà l’annunciata assemblea alla sala audiovisi della mediateca, dove formulerà alcune proposte concrete in materia di gestione del territorio e welfare locale. Ma ha deciso di intervenire anche per quanto riguarda la questione primarie provinciali.
“Salutiamo con favore la decisione assunta dalla coalizione di centrosinistra nazionale di fissare per il 24 febbraio la data per lo svolgimento delle elezioni primarie”. Così in una nota si entra in merito alla scelta di indicare una data ultima per organizzare le primarie del popolo dell’Unione in occasione delle elezioni amministrative della primavera del 2007.
Nel comunicato si sottolinea come le primarie non siano la panacea a tutti i mali della politica sottratta alla partecipazione, “ma possono dimostrare la volontà delle forze politiche, carenti sul piano del confronto e della presa sociale, di aprirsi al contributo degli elettori per ridefinire insieme i contorni di una politica condivisa e scelta”.
Per la Città in Comune è necessario far riappropriare i cittadini della politica e sviluppare la democrazia dal basso in modo da invertire, in una fase tormentata per la democrazia nel nostro Paese, la tendenza a favorire logiche oligarchiche in materia di rappresentanza politica.
“Nella nostra provincia – prosegue la nota - esponenti de “La Città in Comune”, insieme ad autorevoli esponenti del mondo politico e della società civile, hanno sottoscritto un appello pubblicato sulla stampa locale per chiedere ai partiti dell’Unione di svolgere le elezioni primarie per l’individuazione del candidato a Presidente della Provincia.
Questa richiesta avviene perché le pratiche messe in campo dai partiti sono soprattutto tese ad una disputa ed un confronto tra segreterie e assolutamente privo di pubblici dibattiti e coinvolgimenti partecipativi, pertanto incomprensibile ai più.
“La politica siamo noi” sembrano dire i partiti ».
La Città in Comune invita a rilanciare ancora l’appello ai partiti dell’Unione “per la convocazione delle primarie per la Provincia di Ancona, coinvolgendo da subito la cittadinanza , le associazioni, i circoli, le comunità in un dibattito ed un confronto programmatico ampio e vero. Tale dibattito – conclude il gruppo politico - si dovrà sostanziare anche con l’individuazione delle disponibilità personali a concorrere per la carica di Presidente della Provincia di Ancona preventivamente sottoposta a verifica in elezioni primarie e quindi ben venga il « 24 febbraio per la Provincia di Ancona” . “La politica è qui” diranno tutti insieme gli elettori del centrosinistra”.
Comunicato stampa n.14 11.12.06
Un'Assemblea Pubblica per Ancona
“La città è in comune?”. Con questo titolo la “Città in Comune” ha deciso di organizzare ad Ancona un’assemblea pubblica per venerdì 15 dicembre alle ore 17,30, presso la sala audiovisivi della mediateca.
La città assiste, passivamente, al riemergere di fantasmi del passato, leggi Longarini, mentre pezzi importanti del territorio cambiano volto (Palombare) o stanno per cambiare volto (ex Umberto I). Allora l’interrogativo è d’obbligo perché ancora una volta si fanno scelte sopra la testa dei cittadini, mentre chi ha arrecato danno alla comunità locale continua a tessere la tela dei propri affari. Servono quindi idee, proposte e iniziative che diano una prospettiva diversa, per una politica che metta al centro del suo progetto quei beni comuni che costituiscono il fondamento di una società veramente libera e democratica.
Martedì 12 dicembre alle ore 12 presso il Circolo Laboratorio Sociale in Via Cialdini 10 si terrà una conferenza stampa per presentare l’iniziativa pubblica del 15.
Comunicato stampa n.13 25.11.06
Ancona allergica ai saluti romani
La Città in Comune lancia un accorato appello perché venga vietata la manifestazione indetta da Forza Nuova, nel capoluogo, per venerdì 1 dicembre. Niente saluti romani, croci celtiche e svastiche nel centro di Ancona. Lo afferma “La Città in Comune” a fronte della manifestazione che l’organizzazione di estrema destra Forza Nuova ha indetto per venerdì primo dicembre nel capoluogo marchigiano.
Il gruppo di sinistra lancia un appello “a tutte le forze democratiche cittadine per impedire la manifestazione studentesca che vogliono svolgere i neofascisti di Forza Nuova”. Nel comunicato si sottolinea come “ la Costituzione della nostra Repubblica vieta senza mezzi termini la costituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma (art.12 Disposizioni finali e transitorie); e ricorda che “l’art.54 del titolo IV dispone inequivocabilmente il dovere per ogni cittadino della Repubblica di difendere la Costituzione in prima persona qualora le Istituzioni repubblicane non siano in grado di ottemperare agli obblighi della Carta Costituzionale nata dalla Resistenza”.
La Città in Comune sottolinea come appena poche settimane fa è bruciato, per opera di neofascisti rimasti ignoti, il Centro Sociale Autogestito istituito dal Comune nel 1994 e “invita la Prefettura e il Sindaco, ognuno secondo le proprie competenze e responsabilità, ad impedire questa manifestazione”.
Nel comunicato viene evidenziato come “questi neofascisti, utilizzando metodi populistici e demagogici, puntano ad accreditarsi un radicamento sociale che non hanno per perorare con più forza le loro farneticanti idee. E’ un copione purtroppo già visto. Questa volta – prosegue la nota - la scusa è quella di dimostrare contro il governo Prodi e le carenze scolastiche. Lo sciopero degli studenti sarà in realtà una parata di neofascisti, provenienti anche da altre città, bardati di svastiche e croci celtiche.”
Dopo aver ricordato le profonde tradizioni democratiche e libertarie di Ancona che non meritano la sfilata di figuri che propugnano l’odio razziale e negano la Shoah e il rischio che “ignari studenti in buonafede si possano mescolare a certi figuri, convinti di protestare contro le precarie condizioni della scuola pubblica” la Città in Comune non esclude che “molti cittadini, seguendo i dettami della Costituzione, si possano trovare nella spiacevole situazione di dover correre ai ripari così come prescritto all’art.54 sopra citato”.
Il comunicato conclude chiedendo al Sindaco anche “una più attenta vigilanza in merito all’affissione pubblica affinché vengano tempestivamente rimossi i manifesti neofascisti che hanno invaso da tempo la città”.
Comunicato stampa n.12 10.11.06
Appello per le primarie provinciali
Appello primarie provinciali: nuove adesioniAltri nomi del mondo accademico, delle istituzioni locali e della società civile si aggiungono alle prime firme di due settimane fa. Ora tocca ai partiti del centrosinistra agire di conseguenza. Nonostante che le forze politiche dell’Unione continuino a tergiversare, nuove, importanti, adesioni sono da registrare all’appello favorevole alle primarie provinciali per individuare il candidato del centrosinistra, lanciato una quindicina di giorni fa da autorevoli rappresentanti della società civile e del mondo politico locale. L’importante presa di posizione è stata raccolta da altri nomi, parte dei quali provengono dal mondo accademico. E’ il caso di Fabio Fiorillo, Mauro Gallegati, Paolo Marchetti, Eros Moretti, Ennio Pattarin, Lorenzo Robotti, Stefano Staffolani, Alessandro Sterlacchini, che insieme al consigliere regionale Massimo Binci, ai consiglieri comunali Andrea Nobili e Pierpaolo Sediari e a Massimo Favi, Michele Mondaini e Assunta Vecchi, hanno deciso di mettere la loro firma per far sì che i dirigenti provinciali del centrosinistra alle parole, facciano seguire fatti concreti.
Ricordiamo che i primi firmatari sono stati: Francesco Armezzani, Oskar Barrile, Carlo Brunelli, Loris Calcina, Sergio Clementi Zampini, Valentina Conti, Stefano Crispiani, Vitaliano D’Addato, Daniele Dubbini, Maurizio Foglia, Roberto Mancini, Enzo Pesciarelli, Carlo Pesaresi, Giuseppe Postacchini, Nazareno Re, Rita Rognoli, Marina Turchetti.
Con le nuove adesioni l’appello è stato sottoscritto da una trentina di nomi che rappresentano in modo qualificato e ampio le varie anime della sinistra del nostro territorio. La punta di un iceberg che i partiti dell’Unione farebbero male a sottovalutare.
Comunicato stampa n.11 27.10.06
Elezioni provinciali: ci vogliono le primarie dell’Unione
Un appello sottoscritto da autorevoli rappresentanti del mondo politico e della società civile chiedono al centrosinistra di chiamare il proprio elettorato a scegliere il candidato destinato a sostituire Enzo Giancarli
Un pressante invito nei confronti dei vertici dei partiti del centrosinistra affinché in vista delle prossime elezioni provinciali indicano le primarie per consentire all’elettorato dell’Unione di scegliere il candidati che dovrà sostituire Enzo Giancarli. E’ il senso dell’appello sottoscritto da autorevoli rappresentanti della sinistra anconetana e provinciale.
“Riteniamo che le primarie- si legge nel testo - , in questa fase, possano essere uno strumento efficace per restituire protagonismo ai cittadini e per consegnare agli elettori e alle elettrici la possibilità di individuare direttamente i candidati che li dovranno rappresentare nelle istituzioni in ambito locale, nazionale ed europeo, per aprire una stagione di rinnovata partecipazione”. Dopo aver sottolineato come “il successo che questo tipo di consultazione ha avuto quando è stata proposta, testimonia l'esigenza diffusa degli elettori di centrosinistra a partecipare ad un appuntamento che consenta loro di scegliere il proprio candidato”, i firmatari concludono chiedendo che in previsione delle prossime elezioni del Presidente della giunta provinciale “i partiti dell'Unione indicano elezioni primarie per la scelta del candidato presidente del centrosinistra”.
L’appello è firmato da:
Francesco Armezzani, Oskar Barrile, Carlo Brunelli, Loris Calcina, Sergio Clementi Zampini, Valentina Conti, Stefano Crispiani, Vitaliano D’Addato, Daniele Dubbini, Maurizio Foglia, Roberto Mancini, Enzo Pesciarelli, Carlo Pesaresi, Giuseppe Postacchini, Nazareno Re, Rita Rognoli, Marina Turchetti.
Comunicato stampa n.10 26.10.06
Centrali Api: una prima vittoria
La “Città in Comune” valuta positivamente la definizione di incompatibilità data dalla Regione, ma invita a vigilare affinché il progetto non ritorni in auge attraverso manovre romane “Si tratta di una prima vittoria della mobilitazione di questi mesi, ma non bisogna abbassare la guardia ed è necessario vigilare su eventuali manovre “romane”, magari sottobanco”.
Così la “Città in Comune” sulla scelta della maggioranza che governa in Regione di dichiarare incompatibili con il Pear le due grandi centrali che l’Api voleva costruire.
“E’ la dimostrazione - prosegue la nota – che è possibile fermare quei progetti che sono dei veri e propri attentati alla salute dei cittadini e devastanti per l’ecosistema locale”.
La Città in Comune mette però in guardia dal ritenere chiusa la partita. “Non vorremmo che si sia voluto passare la patata bollente al governo centrale per far entrare, tra un anno, dalla finestra ciò che si è fatto uscire dalla porta principale”.
Per questo il comunicato conclude invitando le associazioni, i comitati e le amministrazione comunali che si sono mobilitate in questi mesi a non abbassare la guardia per far sì che “il progetto delle due centrali oltre a restare solo sulla carta, finisca definitivamente nel cestino”.
Comunicato stampa n.9 14.09.06
Da lista civica a soggetto politico
Da lista civica a soggetto politico e sociale “La città in Comune” decisa ad impegnarsi per rinnovare la politica, favorire la democrazia dal basso. Sì alle primarie per le provinciali. Sostegno al Comitato contro le centrali dell’Api. No alle armi ai vigili.
Da lista civica a soggetto politico e sociale che vuole agire nel contesto cittadino, provinciale e, come vedremo, anche più generale. E’ la scelta che “La città in Comune” ha fatto e illustrato nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri ad Ancona presso il Circolo Laboratorio Sociale.
Erano presenti Giancarlo Centanni, Sergio Clementi Zampini e Sergio Sinigaglia. “Dopo un confronto interno – ha detto Sinigaglia – abbiamo deciso di continuare ad impegnarci. Saremo un’anomalia nel panorama politico locale perché vogliamo portare avanti quel rinnovamento della politica, basato sulla partecipazione e la democrazia dal basso, rinnovamento che in città è iniziato attraverso l’esperienza dei Cantieri, le primarie e poi la nascita della nostra lista in appoggio al candidato alternativo Pascucci”.
I temi che caratterizzeranno l’impegno de “La città in Comune” sono quelli già promossi durante la campagna elettorale di primavera: lotta alla precarietà del lavoro, reddito di cittadinanza, diritto alla casa, centralità della questione ambientale (mobilità urbana ed extraurbana basata sul trasporto pubblico, energie rinnovabili), difesa del territorio dalle mire speculative, integrazione sociale e culturale dei migranti e naturalmente pratiche di partecipazione democratica. A questo proposito La città in Comune” chiede con forza alle forze del centrosinistra di indire le primarie per individuare il candidato dell’Unione per la Presidenza della giunta provinciale. “Abbiamo verificato con piacere – hanno dichiarato Centanni, Zampini e Sinigaglia - che dopo l’esperienza di Ancona, la questione primarie è entrata nel dibattito delle forze politiche del centrosinistra, basta guardare anche al serrato confronto in corso a Jesi. Al di là che si tratti del primo mandato o del secondo, pensiamo che il popolo dell’Unione debba poter scegliere chi lo andrà a rappresentare in Provincia”.
Visto che tra le tematiche principali sollevate dalla Città in Comune c’è l’ambiente è stata inevitabile l’adesione al neo comitato contro le centrali dell’Api. “Una battaglia che condividiamo – ha affermato Sinigaglia – visto che nel nostro programma è previsto che il governo locale debba puntare decisamente sull’energie alternative. Ma la scelta di essere dentro questo percorso va anche nella direzione di relazionarci con tutta una serie di soggetti associativi del territorio che hanno con noi moltissimi punti in comune”.
Impegno territoriale ma anche uno sguardo ben attento alla politica generale. “Abbiamo deciso di aderire alla Sinistra Europea – ha spiegato Zampini – perché pensiamo che in questa fase di ricostruzione dei fondamenti e di sperimentazione di nuove forme di una moderna sinistra del nuovo secolo, è necessario riaggregare le forze e le esperienze che in modo autonomo hanno prodotto nuove pratiche politiche e di relazione. E’ necessario che si raccolgano tutte le esperienze sociali e politiche europee in una nuova soggettività che affermi l’Europa dei Popoli”.
Rispetto all’attualità politica locale è stato stigmatizzato il clima di allarmismo sociale causato da alcuni episodi di cronaca. “Singoli fatti – ha evidenziato Centanni – non possono dare vita ad una campagna indiscriminata contro i migranti. Servono politiche di inclusione, che favoriscano la relazione, l’integrazione. L’immigrazione, a causa anche di una sciagurata legislazione nazionale, viene affrontata come una questione di ordine pubblico. Viceversa bisogna ascoltare le esigenze di questi cittadini, molto spesso alle prese con una burocrazie incomprensibile. Basta pensare alle difficoltà enormi che incontrano, per esempio, nel rendicontare alla pubblica amministrazione per ottenere i rimborsi spesa”.
Per La città in Comune deve essere evitata qualunque deriva securitaria. “Ci auguriamo che le richieste di armare i vigili urbani restino lettera vuota. Non sottovalutiamo certamente i rischi che corre chi è costretto a lavorare spesso in strada, ma Ancona non è certamente Napoli o una grande metropoli dove purtroppo il degrado sociale e civico produce anche fenomeni di criminalità. Speriamo che Sturani si guardi bene da emulare il suo collega di Salerno che si è messo a distribuire i manganelli ai vigili. Per fortuna ci ha risparmiato l’olio di ricino!”.
Comunicato stampa n.8 08.09.06
Questione sicurezza
Il diritto di qualunque cittadina/o di girare liberamente per la nostra città senza temere alcunché è fuori discussione. Così come nessuno può permettersi di picchiare o aggredire un’altra persona. Sono principi elementari alla base della convivenza civile. Detto questo però non può non allarmare il modo con cui sia gli organi d’informazione che alcune istituzioni (Comune, forze di polizia municipale) e anche settori dell’opinione pubblica della nostra città si stanno ponendo di fronte alla “questione sicurezza”. Alcuni fatti di cronaca che vanno considerati come tali, cioè singoli fatti, hanno provocato una campagna che rischia di farci perdere la misura delle cose, tesa a dipingere un comune tranquillo come Ancona in una specie di Bronx generalizzato.
E’ fuori di dubbio che le nostre città, soprattutto le grandi metropoli, hanno subito in questi ultimi decenni uno scollamento sociale. Le ragioni di questa situazione sono diverse e avrebbero bisogno di uno spazio ben più ampio di un breve articolo. Ecco perché non vanno sottovalutati segnali che possono favorire la nascita di tensioni sociali e che viceversa vanno orientati verso una cittadinanza attiva, con politiche di inserimento, che favoriscano la crescita civica e democratica della comunità locale, nel rispetto delle diversità. Ma è sbagliato e va combattuta senza ambiguità la tendenza a dare vita ad una campagna allarmistica che, al di là delle intenzioni, può creare tensioni pericolose e favorire episodi di intolleranza verso quei soggetti socialmente e politicamente più deboli che abitano il nostro territorio, in primis gli immigrati.
I fenomeni di devianza sociale, anche quelli più “fastidiosi” per il cittadino, vanno affrontati non con il manganello, o la bomboletta spray, ma con scelte basate sulla mediazione, rimuovendo le cause che li favoriscono. Così come l’inciviltà di qualche automobilista non può diventare un pretesto per armarsi. Alcune amministrazioni comunali hanno dato vita a quegli operatori di strada che, muovendosi fuori da qualunque logica securitaria e repressiva, intervengono nei luoghi dove possono nascere tensioni.
Quindi non serve urlare sui “drogati” che stanno a Piazza Pertini e mettere delle telecamere.
Molti anni fa Piazza Cavour era un luogo dove stazionavano “gli estremisti di sinistra” e i “drogati” e anche allora c’era chi gridava allo scandalo, ma, visti i tempi diversi, a nessuno veniva in mente di piazzare telecamere per controllare chi la frequentava. Oggi, purtroppo, a causa di una involuzione civica, sociale e culturale, si reagisce con superficialità e con metodi che non risolvono i problemi, ma li amplificano creando un clima di intolleranza e paura.
Ancona è una città con ancora una dimensione umana accettabile. Bisogna puntare sull’ampliamento della sfera pubblica, sulla nascita di spazi di socializzazione e relazione (vedi progetto Casa delle Culture), su campagne di educazione civica, non alimentare crociate pericolose e controproducenti.
Sergio Sinigaglia
La Città in Comune
Comunicato stampa n.7 06.06.06
Appello per il No al referendum del 25 giugno
“Un no chiaro per sconfiggere il tentativo del centrodestra di cancellare definitivamente la Costituzione repubblicana e far scivolare sempre più la nostra società verso una pericolosa involuzione autoritaria”. E’ l’appello de “La città in Comune” in vista del voto referendario del 25 e 26 giugno. “Già in questi anni – prosegue la nota – il governo Berlusconi ha minato le basi della coesione sociale e delle convivenza democratica e civica attraverso una legislazione che ha partorito “mostri” come la “legge 30” in materia di lavoro, la “Bossi-Fini” sull’immigrazione, la “Moratti” per quanto riguarda la sfera educativa e la stessa riforma costituzionale che prefigura uno Stato autoritario, basato sulla disparità civica e sociale”. Per “La città in Comune” è necessario respingere questo grave attacco antidemocratico che vuole affossare definitivamente una Costituzione la quale rimane uno dei testi più avanzati nel panorama delle democrazia occidentali.
“Auspichiamo che il 25 e 26 giugno – conclude il comunicato – una valanga di no sommerga il piano reazionario del centrodestra, per avviare nel Paese una nuova fase di crescita democratica, dove i diritti di cittadinanza possano estendersi e rafforzarsi”.
Comunicato stampa n.6 06 06
No alla esercitazione navale congiunta ADRION16
I risultati delle recenti elezioni comunali hanno fatto passare in secondo piano un evento molto grave che si sta svolgendo davanti alle nostre coste. Infatti è in corso una esercitazione militare iniziata il primo giugno che si concluderà il dodici di questo mese.
Si tratta, come ci hanno informato gli organi di stampa nei giorni scorsi, di “Adrion 16”, la prima esercitazione navale che vede per la prima volta insieme le Marine militari di Albania, Croazia, Grecia, Italia, Serbia, Montenegro e Slovenia. La manovra militare è figlia del vertice internazionale che si tenne nella nostra città nella primavera del 2000, la “Conferenza interministeriale di Ancona sulla sicurezza e lo sviluppo dei paesi dell’aerea ionico-driatica”.
Questa conferenza fu allora giustamente contestata da più di trenta associazioni della nostra regione che diedero vita al cartello “Maggio 2000”, un controvertice che nel protestare contro chi aveva ancora le mani sporche di sangue per la guerra umanitaria in Kosovo e in Serbia, proponeva una visione alternativa di tutta l’aerea attraverso lo slogan “Adriatico: Per un mare di diritti”.
Oggi a sei anni di distanza si dà vita ad una esercitazione assurda e provocatoria. Infatti non vediamo nessun legame tra la dichiarata volontà di “cooperazione tra i paesi dell’aerea” e la rivendicazione di “sicurezza e stabilità politica” di cui si parla nella presentazione delle manovre militari. Per noi il concetto di cooperazione tra i popoli ha come presupposto il rifiuto di qualunque logica militarista e guerrafondaia.
Di quale sicurezza si parla e da chi dovrebbe difenderci la marina militare? Forse la prova muscolare vuole essere una garanzia, una barriera verso i tanti migranti che ostaggi della malavita organizzata arrivano da noi disperati, in fuga da fame e guerre e che spesso pagano con la vita questi drammatici viaggi verso un futuro migliore? Sono loro i “nemici” oggetto di questa esercitazione? La Regione che positivamente ha rifiutato di costruire nei nostri territori quei veri e propri lager che sono i CPT, non ha nulla da dire? E i partiti della sinistra che governano il territorio marchigiano non credono sia opportuno prendere le distanze da “Adrion 16”?
E ancora. In tempi in cui si chiede ai cittadini di tirare la cinghia, di fare sacrifici, quanto verrà a costare questa esercitazione ai contribuenti? Invece di continuare a spendere soldi per le forze armate, per il settore militare, non sarebbe più giusto spostare questi investimenti a favore della spesa sociale?
La Città in Comune nel denunciare tale situazione, esprime la più ferma condanna nei confronti di questa manovra militare, inutile e pericolosa.
Invita tutte le forze democratiche amanti della pace, le associazioni pacifiste, i cittadini e le cittadine a prendere le distanze da questo tipo di politica figlia di quella logica interventista che in Iraq come in altre parti del mondo sta portando morte e distruzione.
La Città in comune
Comunicato stampa n.5 05.06.06
Week end con “A sinistra per Ancona”
Sabato 20 maggio alle ore 9,30 “Conferenza stampa tour”
L’appuntamento per i giornalisti è davanti alla Conero bus in Via Bocconi 32. Da lì un pulmino con dentro il candidato a sindaco Paolo Pascucci e alcuni rappresentanti della coalizione “A sinistra per Ancona” (Rifondazione Comunista più la lista civica “La città in Comune”) condurranno la stampa in alcuni luoghi simbolo dove l’Amministrazione comunale ha dato cattiva prova di sé e dove è più evidente il legame tra politica e interessi privati.
Domenica 21 maggio in Piazza Roma alle ore 18,30:”Lo strano mondo di Fabiolandia”. Musica, teatro e altro per raccontare la favola (vera) di una città, dei suoi poteri forti e di un sindaco sensibile al richiamo di certe sirene. C’era una volta, tanto tempo fa (ma sembra ieri), una città dove …
Comunicato stampa n.4 05.06
Mi chiamo Roberta. Ho 40 anni. Guadagno 250 euro al mese
Venerdì 19 maggio alle ore 17 in Piazza Roma, presso la fontana delle tredici cannelle la coalizione “A sinistra per Ancona (PRC + La città in Comune) che sostiene la candidatura a sindaco di Paolo Pascucci, organizza un incontro con lo scrittore Aldo Nove che presenterà il suo recente libro:” Mi chiamo Roberta. Ho 40 anni. Guadagno 250 euro al mese”. Una grande inchiesta sul lavoro precario. Persone vere, mai raccontate però. Chi lavora in agenzie web, nei service più diversi, chi fa il pastore precario, chi vive la flessibilità di ogni genere, chi fa lo stagista a vita, chi a vent'anni fa un lavoro di "relazioni e di successo", chi lavora in uno studio da avvocato ma si mantiene facendo il cameriere. Questa non è fiction. È realtà. La realtà del lavoro oggi. La parte non protetta, debole, insicura. Una faccenda che riguarda tutti. Un libro composto di interviste affilate come lame a giovani e non piú giovani, cui si affianca ogni volta il commento e racconto di Aldo Nove sul sogno perduto di una generazione di adulti costretti a forza a rimanere bambini. Sarà l’occasione per una riflessione importante su uno dei problemi più drammatici della nostra società. Saranno presenti i candidati della coalizione insieme a Paolo Pascucci.
Comunicato stampa n.3 05.06
sequestrata Piazza Roma per un’intera giornata...
I cittadini e le cittadine di Ancona hanno già potuto verificare la campagna elettorale estremamente aggressiva della cosiddetta “lista arancione”, la quale non è una proposta estemporanea e variopinta di adepti di qualche santone indiano, ma quella strana alleanza che si autodefinisce di “centro” , nata per sostenere Fabio Sturani. Già qualche giorno fa, come è stato ampiamente documentato dai giornali, tre megafurgoni di questi amici del sindaco uscente hanno sostato sul marciapiede di Piazza XXIV Maggio, dando sfoggio di inciviltà e arroganza. Ma eravamo solo all’antipasto.
Infatti lor signori (come li avrebbe chiamati Fortebraccio) hanno deciso di sequestrare Piazza Roma per un’intera giornata, quella di sabato 20, chiedendo e ottenendo l’intera aerea dalle 8 alle 24!! Praticamente un vero e proprio sequestro di suolo pubblico. Per una intera giornata la piazza, che in questo periodo ospita diverse iniziative di differenti liste elettorali, viene privatizzata dalla San Giorgio e soci. Va bene che Sturani ha dimostrato grande sensibilità verso i privati e le privatizzazioni, va bene che questi estremisti di centro vedono tra le loro fila transfughi della destra, ma probabilmente neanche Berlusconi sarebbe arrivato a tanto!
Non c’è che dire il divo Fabio si è trovato una buona compagnia. Piazza Roma è cosa loro e nessuno provi a protestare. E magari costoro sono quelli che osano parlare di “totalitarismo”? Immaginiamo che formalmente la richiesta non poteva essere rigettata, ma in ogni caso questa ennesima provocazione la dice lunga su una concezione della politica totalitaria e totalizzante, emblematica dei tempi di imbarbarimento civico che stiamo vivendo. Chissà se il 20 questi signori metteranno dei cartelli con su scritto “proprietà privata”!
La coalizione “A sinistra per Ancona” (PRC più lista “La città in Comune”)
denuncia questa gravissima lesione dei più elementari diritti democratici, richiede il ritiro immediato di questa autorizzazione no stop, vero e proprio affronto al normale svolgimento della competizione elettorale;
invita gli anconetani a meditare su questo nuovo e incredibile episodio che la dice lunga sulla cultura politica che esprime una parte importante della coalizione che sostiene Fabio Sturani.
A Sinistra per Ancona
Comunicato stampa n. 2 05.06
Non c’è che dire il sindaco si è scelto dei bei alleati
“I cittadini di Ancona che questa mattina (ieri per chi legge ndr) si sono trovati a passare davanti al Comune hanno potuto verificare direttamente il livello di inciviltà e di prepotenza espressa da alcuni di coloro che si sono alleati con il sindaco uscente. Se il buon giorno si vede dal mattino tanta arroganza la dice lunga sul concetto di città espresso dai centristi amici di Sturani. Non c’è che dire il sindaco si è scelto dei bei alleati”. Così Stefano Crispiani capolista per “La città in Comune” sul modo sobrio ed elegante con cui quattro megafurgoni elettorali di Udeur, San Giorgio e Italia dei Valori hanno parzialmente occupato il marciapiede centrale di Piazza XXIV Maggio, mentre il sindaco presentava in consiglio comunale i candidati delle tre liste. L’invasione dei furgoni ha mandato in fibrillazione i vigili alle prese con il solito caotico traffico cittadino. Alla fine i mezzi sono stati fatti allontanare.
“Già era stata stupefacente – prosegue Crispiani –la scelta di Favia di usare i biglietti del cinema per la propria campagna elettorale. Ora addirittura si contravviene non solo al codice della strada, ma alle più elementari norme del vivere civile. In confronto Berlusconi è un educato scolaretto!”.
Stefano Crispiani conclude invitando gli elettori anconetani a riflettere su tanta prepotenza e a ricordarsene il 28 maggio punendo chi “pur di arraffare qualche voto si allea con persone che provenendo in buona parte dal centrodestra dimostrano che al di là della formale collocazione politica, esprimono i peggiori “spiriti animali” del berlusconismo”.
Comunicato stampa n.1 05.06
la città in comune
In questi giorni è stato sottolineato come di fronte ad una campagna elettorale in cui candidati e partiti non badano a spese, la lista “La città in Comune” (così come Rifondazione Comunista e Paolo Pascucci) si caratterizza per un investimento estremamente modesto e basato sull’autofinanziamento. In questo senso la cifra di 5900 comparsa ieri sul Corriere Adriatico si riferiva al budget di previsione effettivamente indicato al momento della presentazione della lista.
In realtà attualmente l’importo speso è di 1960 euro così articolato: 1000 per depliants, 600 per manifesti e 360 per santini dei candidati. Al momento è prevista una ristampa dei manifesti per cui il budget dovrebbe aumentare di qualche centinaio di euro. Come si può facilmente calcolare il tutto rimarrà probabilmente al di sotto del tetto di tremila euro, così come era stato detto in occasione della conferenza stampa di presentazione della nostra lista.
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